Arrivano le feste e non mi sento più buono, anzi!

Diciamocelo, ormai non ci sono più le mezze stagioni e i guanti durano solo il tempo di una stagione, poi si buttano. Che freddo! Mi accorgo solo ora della china agghiacciante che sto prendendo. Già. Non importa, posso illudermi ancora per un po’ di riuscire indiscriminatamente nei miei intenti. Ho ancora autonomia sufficiente per un lavoro concettuale di un mese, dopo ciò avrò due scenari possibili: o sbrocco perchè necessito di un ruolo più amministrativo che pratico o sbrocco perchè avrò seriamente bisogno di un nuovo lavoro, sopratutto dopo gli ultimi xploit che /temo) farò a breve.
Mi accorgo di diventare sempre più logorroico e meno centrale, i miei discorsi si spandono senza senzo, come estesi lungo un modulo continuo di lunghezza variabile a piacere. Uso ormai le parole come puro vezzo fonetico ed estetico, non per quel che significano ma per come suonano, per quello che provocano quando pronunciate attraverso i complessi sistemi di cui il nostro corpo è dotato. Oh cielo!
Basta!
La verità è che mi devo innamorare e smetterla di trombare a caso.
Aggiungici che mi pagano in ritenuta d’acconto con assegni e a Milano è Sant’Ambrogio. Devo fare le pulizie e ho SONNO.